Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto

Legambiente, Italia Nostra, Wwf: “La proposta di legge ‘Veneto territorio sostenibile’ va radicalmente cambiata oppure abbandonata”

Le associazioni ambientaliste lanciano un appello alla mobilitazione per salvare il paesaggio e contrastare il consumo di suolo in Veneto

Riportiamo l’Appello di Italia Nostra Veneto, Legambiente Veneto e WWF pubblicato il 21.03.2025

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

PER SALVARE IL PAESAGGIO E CONTRASTARE IL CONSUMO DI SUOLO

In queste settimane sembra prendere quota la possibilità che a breve venga posta all’ordine del giorno del Consiglio Regionale la discussione del progetto di legge n. 244, detta “vts” ovvero “Testo unico in materia di governo del territorio e tutela del paesaggio“, con l’idea di arrivare alla sua approvazione entro la conclusione della legislatura.

Un disegno di legge fondamentale per la nostra regione, una importante occasione per fare un serio bilancio delle trasformazioni intervenute nel territorio veneto negli ultimi decenni e degli effetti indotti sulle stesse dalla legislazione vigente. Un bilancio decisamente critico se, come i dati dimostrano, molto spesso le varie enunciazioni di principio richiamate nelle premesse dei diversi testi di legge sono risultate vistosamente contraddette dalla realtà dei fatti.

I rapporti dell’ISPRA degli ultimi anni documentano infatti che – dopo l’approvazione della L.R. 14/2017 per il contenimento del consumo di suolo – la perdita di suolo vergine nel Veneto è continuata ad aumentare, con incrementi annui addirittura superiori a quelli degli anni precedenti al 2017. Nuove infrastrutture stradali, tra cui su tutte svetta la superstrada Pedemontana, mega-insediamenti logistici sovradimensionati rispetto alle reali esigenze, hanno determinato un impatto devastante sull’ambiente oltre che costi spropositati rispetto al benefici conseguiti sulla mobilità. Molti residui spazi verdi all’interno delle aree urbanizzate sono stati cementificati in nome di una malintesa volontà di densificazione urbana, mentre, con le logiche dei diversi “piani casa” regionali, equilibri ecologici e l’immagine stessa di molti quartieri sono stati stravolti.

Purtroppo il progetto di legge predisposto dalla Giunta Regionale sembra del tutto ignorare questa realtà e si limita a riproporre acriticamente – assemblandole in un unico testo e talvolta anche peggiorandole – le stesse leggi che in tutti questi anni hanno generato o comunque consentito l’inarrestabile impermeabilizzazione e il degrado del suolo.

Come associazioni ambientaliste, con un lavoro unitario e non scontato in questa fase storica, abbiamo presentato alla Regione più di un centinaio di proposte di emendamenti a questa proposta di legge, volte a correggere quantomeno gli aspetti più negativi del progetto di legge e a prefigurare una diversa strategia di salvaguardia, una trasformazione ambientalmente ed ecologicamente sostenibile e una maggiore valorizzazione del nostro territorio naturale.

Emendamenti che di fatto la Giunta Regionale non ha accolto, ma che riteniamo debbano essere riproposti alla discussione pubblica e politica:

1. Porre un effettivo limite al consumo di suolo, sino al suo azzeramento entro il 2030, così come indicato dal Piano Nazionale per la Transizione Ecologica. Il che deve comportare che nel computo del suolo consumato debbano essere inclusi tutti gli interventi privati e pubblici di artificializzazione e impermeabilizzazione relativi a tutte le aree attualmente inedificate, eliminando quindi tutte le “deroghe” che ancora sono previste dal progetto legge.

2. Incentivare il recupero e la rigenerazione urbana, superando la logica degli interventi puntuali e frammentari, finanziando organici interventi volti al miglioramento dell’ambiente, all’integrazione sociale, alla rinaturalizzazione di spazi oggi cementificati, nella prospettiva oggi indicata dalle Nazioni Unite, della formazione della “Città del 15 minuti”.

3. Formazione di un organico sistema del verde – le cosiddette “Infrastrutture verdi”, che dovrebbero essere previste come obiettivo prioritario dal piano urbanistico generale – e di corridoi ecologici in grado di connettere lo spazio verde o ancora naturale urbano con gli spazi aperti della campagna; a questo fine nei piani urbanistici deve essere ristabilito il vincolo del 15 mq/abitanti di verde pubblico (mentre nel PdL 244 tutte le “dotazioni territoriali” vengono indistintamente accorpate nel parametro dei 30 mq/abitante, come se vi fosse equivalenza tra la realizzazione di un’area verde e quella di un parcheggio…).

4. Pianificazione e programmazione a scala regionale della localizzazione delle attività della logistica richiedenti una superficie superiore al 2.500 mq, privilegiando il recupero delle aree dismesse e la presenza di connessioni intermodali in modo da favorire il trasporto su ferro.

5. L’istituzione di apposite “Conferenze di copianificazione” sovracomunali per i progetti d’intervento di rilevante impatto ambientale, perché solo a una scala sovralocale può essere individuata e valutata la presenza di aree dismesse che si reputa opportuno rifunzionalizzare.

6. L’istituzione di un tavolo di coordinamento regionale, di cui faccia formalmente parte Arpav, per la riqualificazione ambientale ed ecologica degli insediamenti produttivi.

7. La promozione e il finanziamento del Parchi agro-paesaggistici sovracomunali, finalizzati al miglioramento degli agro-ecosistemi e del paesaggio rurale, al sostegno alle pratiche di agricoltura multifunzionale, alla formazione di filiere corte per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti, al disinquinamento delle acque, alla creazione di nuove centralità e alla formazione di un’organica rete di mobilità dolce a servizio delle aziende agricole e del turismo sostenibile.

8. L’obbligatorietà dei processi partecipativi nell’elaborazione di tutti i piani e i progetti di rilevante impatto urbanistico ed ambientale, elaborando un apposito Regolamento tipo regionale, richiedendo l’istituzione per ogni procedimento di un “Garante della comunicazione e della partecipazione” e finanziando appositi concorsi di progettazione partecipata.

A sostegno del presente appello intendiamo mobilitarci – con l’auspicata collaborazione di tutte le associazioni, di tutti i comitati territoriali e di tutte le persone che vorranno attivarsi per un impegno comune e unitario in difesa del suolo – per presidiare i lavori del Consiglio Regionale a Venezia qualora venisse posta all’ordine del giorno la discussione del progetto di legge 244, e per promuove, in contemporanea con lo svolgimento del dibattito in aula, incontri di divulgazione e di approfondimento.

Abbiamo bisogno di una legge di riforma del governo del territorio, non di un riordino normativo di leggi che hanno ampiamente dimostrato la loro inefficacia ed inefficienza. Un riordino normativo è pericoloso poiché rischia di fossilizzare per i prossimi decenni l’esistenza di leggi sbagliate che al contrario dovrebbero essere rinnovate con urgenza, se vogliamo salvare il suolo della nostra regione.

Italia Nostra, Legambiente, WWF

ufficiostampa@legambienteveneto.it

Una più ampia documentazione sugli emendamenti presentati alla Regione è reperibile presso i siti web di Legambiente Veneto e di Italia Nostra Venezia.

Scarica qui l’appello in pdf.

Qui trovi il Comunicato stampa

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